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Antenna Inwit a Spianate: il Comune dice no

L’amministrazione comunale ha cercato di bloccare l’intervento, ma la tipologia di antenna rientra in quelle finanziate da Pnrr che vanno in deroga a qualsiasi strumento urbanistico e di pianificazione

Data :

14 gennaio 2026

Antenna Inwit a Spianate: il Comune dice no
Municipium

Descrizione

“Sulla nuova antenna Inwit, finanziata dal Ministero con fondi PNRR, che sta sorgendo a Spianate in località Mazzei, nel territorio comunale di Altopascio, l’amministrazione comunale vuole essere chiara: non siamo d’accordo e non lo siamo mai stati”. Così si esprimono il sindaco Sara D’Ambrosio e l’assessore all’ambiente e alla progettazione urbanistica, Daniel Toci.

“Ancora una volta un Comune, un territorio e una comunità vengono scavalcati da decisioni prese altrove, in nome di una legge nazionale che impone questo tipo di opere, finanziata da bando PNRR, in deroga a tutto: ai regolamenti comunali, ai piani urbanistici, alle scelte fatte negli anni per governare in modo ordinato e responsabile il territorio. In pratica: il Comune può solo rilasciare l'atto autorizzativo alla compagnia richiedente per non incorrere in condanne di risarcimento danni”.

“Abbiamo provato a bloccare l’intervento - continuano - avanzando anche soluzioni alternative e mettendo sul tavolo un’area vicina a quella attuale, già individuata nel piano comunale delle antenne, uno strumento costruito proprio per evitare installazioni improvvisate e non governate. L’azienda che cura il progetto ha rifiutato e forte della legge nazionale va avanti sul sito di Spianate che è un sito di proprietà privata. La nostra non è ovviamente una posizione contro la tecnologia o contro l’esigenza di connettività di persone e imprese. Ciò a cui ci siamo sempre opposti è la modalità scelta, che non segue le direttive e i piani presenti del territorio, ma agisce come e dove vuole sopra le teste di ognuno di noi. Quando c’erano margini legali per fare ricorso, lo abbiamo fatto (vedi situazione di Castelfranco di Sotto), come sempre, per difendere la nostra comunità. In questo caso, però, la normativa non lascia spazio: queste antenne PNRR passano sopra tutto e opporsi significa solo perdere soldi pubblici ed esporre il Comune alla soccombenza nelle cause instaurate per ottenere il risarcimento dei danni”.

“Noi continuiamo e continueremo a stare dalla parte dei cittadini - concludono D’Ambrosio e Toci -. Continueremo a opporci a un sistema che sacrifica il rispetto dei territori e delle comunità locali”.

Ultimo aggiornamento: 19 gennaio 2026, 11:23

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